martedì 5 aprile 2011

tema prima guerra mondiale

Tema

Trieste 3 settembre 1915

Cara Francesca,

tu non sai cosa sia la guerra dal vivo e spero che non ne venga mai a conoscenza.

Sono partito da poche settimane e già sento tremendamente la vostra mancanza.

È incredibile che possano prendere un uomo di napoli per andare a combattere suul’isonzo!

Sai, qui la vita è estremamente difficile, non hai mai un minimo di tranquillità, ti trattano peggio di come noi trattiamo le pecore e ci danno da mangiare come alle pecore!

Tra l’altro dopo il lungo viaggio in treno ( il treno è una specie di carro gigante che fischia, sbuffa e si muove su dei pezzi di ferro chiamati rotaie) ci avevano mandati in un reggimento che si occupava solo dell’aiuto indiretto come trasportare armi e munizioni dalla ferrovia al fronte o nell’inscatolamento del cibo in una fabbrica lì vicino,e questo mi andava bene perché ero d’aiuto senza rischiare la pelle, ma adesso mi hanno spedito al fronte e ora sì che inizio a temere per la mia vita.

Tu forse puoi immaginarti la guerra come un continuo sparare e combattere eroicamente fino allo stremo per ottenere vittorie e disfatte ogni ora ma di questo non c’è neanche il lontano miraggio.

Le uniche cose continue sono l’ansia che ti senti nello stomaco, la noia e la sensazione di oppressione per il non poterti muovere dal tuo buco nel fango per giorni e giorni.

Solo la solidarietà dei compagni è uno stimolo, insieme al vostro pensiero è l’unica cosa che mi fa andare avanti ogni giorno.

Parlando di compagni ce ne sono un po’ di simpatici, c’è un certo emilio gasparri che è mio compagno di trincea, poi uno che si chiama benito mussolini, è un po’ autoritario ed egocentrico ma è comunque un tipo socievole e carismatico, ho un compagno o meglio avevo un compagno che si chiama ettore brioni, avevo perché è stato spedito sul fronte tedesco, è un tipo scontroso però è da quando siamo arrivati che sta al mio fianco e a dir la verità mi dispiace molto il fatto che sia partito.

Franci salutami la mamma e soprattutto fai la brava

Baci papà

Isonzo 20 settmbre 1915

Cara Gertrude

Cara non sai quello che sul fronte succede, sto malissimo non vedo l’ora che questa guerra finisca, non dovrebbe mancare molto da quello che lo stato dice, mi manchi davvero tanto, il tuo profumo, la tua voce, il tuo modo di fare le tue frasi, mi manchi…. Vivere in trincea non è vivere, sto perdendo tutto quello che mi rimane di umano, Dio solo sa se ne uscirò vivo, abbiamo conquistato due trincee nemiche e il prezzo che abbiamo dovuto pagare è la morte di un centinaio di umili soldati tra cui il povero emilio Gasparri, poverino.

Hai mai provato a dovere rimanere sdraiata per un giorno intero sul letto, è una tortura, dopo un po’ implori per alzarti, per fare qualcosa.

Qui è molto ma molto peggio, devi restare bloccato immobile per giorni e giorni ma non su di un comodo materasso che dopo un po’ diventa una prigione ma su uno scomodissimo terreno fangoso che una prigione lo è da subito, inoltre i continui proiettili vaganti che ti sorvolano la testa e la continua imminente possibilità di un attacco ti tendono i nervi fino a consumarteli, è da quando sono arrivato che non mi lavo e le scorte di cibo non sono sufficienti per tutti.

Inoltre la noia ti consuma letteralmente, sto impazzendo dalla noia, non si può fare niente tutto il giorno se non pregare iddio di farci tornare a casa sani e salvi per avere quello che ci meritiamo.

Non vedo l’ora

p.s. dai tanti baci da parte mia a Francesca

Tuo Silvano

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